BES - Benessere Equo e Sostenibile



 

Concetti di base

Le capacità reddituali e le risorse economiche non sono viste come un fine, ma piuttosto come il mezzo attraverso il quale un individuo riesce ad avere e sostenere un determinato standard di vita. Le variabili che possono contribuire a misurare il benessere economico includono il reddito, la ricchezza, la spesa per beni di consumo, le condizioni abitative e il possesso di beni durevoli. Come in gran parte delle altre dimensioni del benessere, non ci si può limitare allo studio dei livelli medi o mediani degli indicatori scelti, ma si deve dar conto della distribuzione nella popolazione: il giudizio sul livello di benessere materiale di una società può variare se lo stesso reddito medio complessivo è equamente ripartito tra i cittadini o è invece concentrato nelle mani di pochi abbienti.

 

Dimensioni considerate per la rappresentazione del dominio

Il dominio è stato articolato in due sotto-dimensioni:

  1. Reddito disponibile e ricchezza. Il reddito può essere visto come la remunerazione delle attività di cui dispone un individuo, reali, finanziarie e umane. In un’economia di mercato il reddito misura la capacità d’acquisto degli individui ed è quindi una variabile molto significativa nella stima del livello di benessere economico. La ricchezza, oltre a garantire reddito, genera sicurezza, rendendo le persone meno vulnerabili rispetto ai possibili eventi negativi che le possono colpire, facilita l’accesso al credito, e quindi la possibilità sia di equilibrare il proprio profilo di consumi lungo il ciclo di vita sia di investire in capitale fisico e umano, e conferisce prestigio sociale. Vi rientra anche l’analisi dell’indebitamento.
  2. Spesa per consumi e condizioni materiali di vita. La spesa per consumi rappresenta una stima diretta dei beni e servizi che concorrono a determinare le condizioni di vita di un individuo o di una famiglia, anche se nel confronto interpersonale risente delle diverse preferenze e abitudini degli individui; la spesa è fortemente correlata con il reddito. Le condizioni di vita materiali misurano ciò che è realmente a disposizione dell’individuo e le difficoltà che questi incontra nell’acquisire beni e servizi desiderati, cogliendo aspetti che potrebbero non essere rivelati dal livello del reddito o del consumo.

 

Indicatori prescelti

  1. Reddito medio annuo disponibile aggiustato pro capite: Rapporto tra il reddito disponibile delle famiglie aggiustato (ovvero inclusivo del valore dei servizi in natura forniti dalle istituzioni pubbliche e senza fini di lucro) e il numero totale di persone residenti (in euro). Per avere il dettaglio regionale è stato considerato anche il reddito medio annuo disponibile pro capite
  2. Indice di disuguaglianza del reddito disponibile: Rapporto fra il reddito equivalente totale ricevuto dal 20% della popolazione con il più alto reddito e quello ricevuto dal 20% della popolazione con il più basso reddito.
  3. Indice di rischio di povertà relativa:Percentuale di persone a rischio di povertà, con un reddito equivalente inferiore o pari al 60% del reddito equivalente mediano sul totale delle persone residenti.
  4. Ricchezza netta media annua pro capite: Rapporto tra il totale della ricchezza netta delle famiglie e il numero totale di persone residenti (in euro).
  5. Indice di vulnerabilità finanziaria: Percentuale di famiglie con un servizio del debito superiore al 30% del reddito disponibile sul totale delle famiglie residenti.
  6. Indice di povertà assoluta: Percentuale di persone appartenenti a famiglie con una spesa complessiva per consumi inferiore al valore soglia di povertà assoluta sul totale delle persone residenti.
  7. Indice di grave deprivazione materiale:Percentuale di persone che vivono in famiglie con almeno 4 di 9 problemi considerati sul totale delle persone residenti. I problemi considerati sono: i) non poter sostenere spese impreviste di 800 euro; ii) non potersi permettere una settimana di ferie all’anno lontano da casa; iii) avere arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o per altri debiti come per es. gli acquisti a rate; iv) non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, cioè con proteine della carne o del pesce (o equivalente vegetariano); v) non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione; non potersi permettere: vi) una lavatrice; vii) un televisore a colori; viii) un telefono; ix) un’automobile.
  8. Indice di qualità dell’abitazione: Percentuale di persone che vivono in situazioni di sovraffollamento abitativo, in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali sul totale delle persone residenti.
  9. Indice di valutazione soggettiva di difficoltà economica: Numero indice (100=Italia 2004) costruito combinando tre informazioni: (a) quota di persone in famiglie che alla domanda “Tenendo conto di tutti i redditi disponibili, come riesce la Sua famiglia ad arrivare alla fine del mese?” scelgono la modalità di risposta “Con grande difficoltà”; (b) quota di persone che vivono in famiglie che non sono in grado di far fronte con risorse proprie a spese impreviste di ammontare approssimativo calcolato in funzione del valore mediano della distribuzione del reddito equivalente dell’anno precedente (nel 2011, 2012 e 2013 è pari a 800 euro); (c) quota di persone che non ritiene possibile riuscire ad effettuare risparmi nei prossimi 12 mesi.
  10. Incidenza di persone che vivono in famiglie senza occupati: Percentuale di persone che vivono in famiglie con almeno un componente di 18-59 anni (con esclusione delle famiglie dove tutti i componenti sono studenti a tempo pieno con meno di 25 anni) dove nessun componente lavora o percepisce una pensione da lavoro sul totale delle persone che vivono in famiglie con almeno un componente di 18-59 anni.

 

Tabella indicatori

N.

Nome indicatore

Fonte

Rilevazione

Periodicità

Serie storica

Livello regionale

1

Reddito medio disponibile aggiustato (pro-capite)

Istat

Conti Nazionali

Annuale

Dal 1980

SI

2

Indice di disuguaglianza del reddito disponibile

Istat

Indagine Eu-Silc

Annuale

Dal 2004

SI

3

Indice di rischio di povertà relativa

Istat

Indagine Eu-Silc

Annuale

Dal 2004

SI

4

Ricchezza netta media pro-capite

Banca d’Italia

Conti patrimoniali delle famiglie (SHIW)

Annuale

Dal 1995 (macro) / dal 1991 (micro)

NO

5

Indice di vulnerabilità finanziaria

Banca d’Italia

Conti patrimoniali delle famiglie (SHIW)

Annuale

Dal 1991

NO

6

Indice di povertà assoluta

Istat

Indagine sui Consumi delle famiglie

Annuale

Dal 1997

NO

7

Indice di grave deprivazione materiale

Istat

Indagine Eu-Silc

Annuale

Dal 2004

SI

8

Indice di qualità dell’abitazione

Istat

Indagine Eu-Silc

Annuale

Dal 2004

SI

9

Indice di valutazione soggettiva di difficoltà economica

Istat

Indagine Eu-Silc e Indagine mensile sulla fiducia dei consumatori

Annuale

Dal 2004

SI

10

Incidenza di persone che vivono in famiglie senza occupati

Istat

Rilevazione sulle Forze di lavoro

Annuale

Dal 2004

SI

WikiProgress
eFrame Project
Rapporto UrBes
BES delle Province