BES - Benessere Equo e Sostenibile



 

Concetti di base

Le reti relazionali alle quali appartengono e nelle quali si riconoscono gli individui rappresentano una risorsa importante che consente di perseguire i propri fini potendo contare su risorse aggiuntive rispetto alle dotazioni di capitale economico e culturale di cui dispone (Bourdieu, Coleman). In letteratura prevale il convincimento che un clima generalizzato di fiducia interpersonale, l’elevata partecipazione a reti associative e la diffusa presenza di cultura civica accrescano il benessere individuale e la coesione sociale, consentendo una migliore performance, una maggiore efficienza delle politiche pubbliche e un minore costo delle transazioni economiche.

Nel nostro Paese di particolare interesse risultano le reti informali che comprendono l'insieme delle relazioni interpersonali che gravitano e si intrecciano attorno alle persone (relazioni familiari, parentali, amicali, di vicinato, di mutuo aiuto). All’interno di questi network si mobilitano le risorse (umane e materiali) che assicurano sostegno e protezione agli individui sia nella vita quotidiana, sia, in particolar modo, nei momenti critici e di disagio, rappresentando così un elemento essenziale di coesione sociale.

Dimensioni considerate per la rappresentazione del dominio

Gli indicatori proposti sono organizzati secondo uno schema a tre settori quali drivers del benessere di individui, famiglie e gruppi sociali nei singoli contesti locali e nazionali. Si tratta di uno schema che trae spunto dal classico “diamante del welfare” per tre vertici del quale le relazioni hanno fondamentale rilievo: Società civile, Famiglia e Mercato. L’altro vertice costituito dalla componente Stato, anche se toccato in questo dominio da alcuni indicatori, verrà specificamente approfondito nel dominio “Politica ed Istituzioni”.

  1. Società civile. Gli aspetti relazionali che fanno riferimento alla componente “società civile” del welfare sono stati distinti in due aspetti di particolare rilievo, cercando di prendere in considerazione sia forme tradizionali di partecipazione alla società civile sia forme emergenti:
    1. partecipazione sociale, nelle espressioni legate sia all’associazionismo sia al volontariato
    2. fiducia generalizzata.
  2. Economia sociale. Un mercato che valorizzi le relazioni generando utilità (non solo in termini monetari) e che a sua volta sia in grado di generare relazioni improntate sulla reciprocità e sulla fiducia non può che influenzare il livello di benessere di una collettività. Negli ultimi anni si è assistito al fiorire di nuove forme di partecipazione ancorate a principi di reciprocità, solidarietà, valori ideali, etici o religiosi, che hanno conquistato sempre maggiore rilievo sociale. Queste attività, a differenza di quelle che rientrano nel mercato tradizionale, sono governate da motivazioni diverse dall’interesse economico individuale e si basano sul capitale delle relazioni, i legami sociali e la collaborazione. Purtroppo, non è attualmente disponibile una fonte sistematica, completa e di qualità statistica adeguata che permetta di descrivere questa dimensione. Data la sua importanza, la Commissione ha ritenuto comunque opportuno proporre alcuni indicatori desumibili dalle fonti più consolidate attualmente disponibili sul mondo della solidarietà sociale.
  3. Famiglia. Si tratta di una dimensione di particolare rilievo per il nostro Paese che tuttavia non è esente da difficoltà di misurazione. Particolarmente complessa appare la distinzione presente in letteratura tra capitale sociale di tipo “bridging” e di tipo “bonding”. Il primo lega persone appartenenti a realtà e condizioni sociali diverse (ad esempio attraverso la partecipazione a movimenti sociali); il secondo lega persone tra loro simili (per via etnica o parentale). Come sostiene il Rapporto Ocse How’s Life?, “Too much bonding in the absence of bridging social capital can lead to ‘in group/out group’ dynamics, leading to the exclusion of those outside the bonding group. Network can also foster values that are detrimental for society, as in the case with mafia or terrorist organisations”. Tenendo conto di questa complessità si è tentato di selezionare indicatori che consentissero comunque di dar conto di questo aspetto fondamentale della vita associata. Il contesto familiare in cui si vive verrà, inoltre, utilizzato anche come variabile di “incrocio” per molti degli indicatori proposti, nella convinzione che possa fornire preziose informazioni aggiuntive sui comportamenti della popolazione.

 

Indicatori prescelti

  1. Molto soddisfatti per le relazioni familiari: Percentuale di persone di 14 anni e più che sono molto soddisfatte delle relazioni familiari sul totale delle persone di 14 anni e più.
  2. Molto soddisfatti per le relazioni amicali: Percentuale di persone di 14 anni e più che sono molto soddisfatte delle relazioni con amici sul totale delle persone di 14 anni e più.
  3. Persone su cui contare: Percentuale di persone di 14 anni e più che hanno parenti, amici o vicini su cui contare sul totale delle persone di 14 anni e più.
  4. Attività ludiche dei bambini da 3 a 10 anni svolte con i genitori: Percentuale di bambini di 3-10 anni che giocano tutti i giorni con il padre e/o con la madre sul totale dei bambini dei 3-10 anni.
  5. Aiuti gratuiti dati: Percentuale di persone di 14 anni e più che nelle ultime quattro settimane hanno fornito aiuti gratuiti a persone (parenti e non) non conviventi sul totale delle persone di 14 anni e più.
  6. Partecipazione sociale: Persone di 14 anni e più che negli ultimi 12 mesi hanno svolto almeno una attività di partecipazione sociale sul totale delle persone di 14 anni e più. Le attività considerate sono: partecipato a riunioni di associazioni (culturali/ricreative, ecologiche, diritti civili, per la pace); partecipato a riunioni di organizzazioni sindacali, associazioni professionali o di categoria; partecipato a riunioni di partiti politici e/o hanno svolto attività gratuita per un partito; pagano una retta mensile o periodica per un circolo/club sportivo.
  7. Attività di volontariato: Persone di 14 anni e più che negli ultimi 12 mesi hanno svolto attività gratuita per associazioni o gruppi di volontariato sul totale delle persone di 14 anni e più.
  8. Finanziamento delle associazioni: Persone di 14 anni e più che negli ultimi 12 mesi hanno finanziato associazioni sul totale delle persone di 14 anni e più.
  9. Istituzioni non profit: Quota di istituzioni non profit per 10.000 abitanti.
  10. Cooperative sociali: Quota di cooperative sociali per 10.000 abitanti.
  11. Fiducia generalizzata: Percentuale di persone di 14 anni e più che ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia sul totale delle persone di 14 anni e più.

 

Tabella indicatori

N.

Nome indicatore

Fonte

Rilevazione

Periodicità

Serie storica

Livello regionale

1

Molto soddisfatti per le relazioni familiari

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Annuale

Dal 1993

2

Molto soddisfatti per le relazioni amicali

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Annuale

Dal 1993

3

Persone su cui contare

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Quinquennale

1983; 1998; 2003; 2009

4

Attività ludiche dei bambini da 3 a 10 anni svolte con i genitori

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Triennale

2005; 2008; 2011

5

Aiuti gratuiti dati

Istat

Indagine Famiglia e soggetti sociali

Quinquennale

1983; 1998; 2003; 2009

6

Partecipazione sociale

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Annuale

Dal 1993

7

Attività di volontariato

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Annuale

Dal 1993

8

Finanziamento delle associazioni

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Annuale

Dal 1993

9

Istituzioni non profit

Istat

Censimento industria e servizi - Rilevazione sulle istituzioni non profit

Decennale

Dal 1999

10

Cooperative sociali

Istat

Archivio Statistico delle Imprese Attive

Annuale

Dal 1997

11

Fiducia generalizzata

Istat

Indagine Aspetti della vita quotidiana

Annuale

Dal 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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